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Namasté

Sono passati pochi mesi dal post in cui scrivevo di Sofia che canta “Un cuore in due”. In un tempo impercettibile ci è stato chiaro che la musica scelta da noi non sarebbe più bastata.

Un pomeriggio mi chiede se conosco Robbie Williams.
Le racconto – e inizio ad essere come mia nonna con i racconti dei tempi lontani– che tanti anni fa quando frequentavo le medie, il buon Robbie suonava con un gruppo che faceva battere il cuore a noi ragazzine.
“No, mamma, è quello canta I love my life”. Va beh…
La ascoltiamo ennemila volte, anche con i sottotitoli, unendo il dilettevole della musica all’utile dell’inglese, che non nuoce.

E per forza di cose, siccome la musica la ascoltiamo in macchina o in casa quando siamo tutti insieme, a ruota anche gli altri due sono passati da “solocddelnidoopocopiù” alla “musica dei grandi”.

E dove è il problema?
Non è un problema, ma di fatto:
– Alvaro è diventato un amico
– siamo andati avanti e indietro da Roma a Bankok non so quante volte
– ci è molto chiaro che qualcuno vorrebbe, ma non posta.

Alcune canzoni sono arrivate in casa nostro malgrado.
Per mesi siamo andati a comandare. Con una bella parola “a due z” che scandita come all’anagrafe, non sempre potevamo interrompere e camuffare.

E se quello di andare a comandare diventa un tormentone, lo vogliono ascoltare, continuamente. E i genitori siamo noi, chiaro, e puoi far loro ascoltare Mozart e il cuoco pasticcione, ma ad un certo punto, chiedono altro e non si può sempre negare. E chiedono in continuazione la stessa canzone, come quando iniziano la lallazione e tutto il giorno ripetono lalala o vogliono sempre che gli venga letto lo stesso libro.
E non è che vogliamo crescere i nostri figli col paraocchi. Alcune parolacce le sanno già, ovvio.
Le hanno sentite. Ma diverso è sentire una tantum, altro è la ripetizione continua…

Ma finalmente…
Zeno trascorre il pomeriggio a casa di un suo amico che ha un cugino più grande che gli fa ascoltare “Occidentali’s karma”.
Basta, non ce n’è più per nessuno.
Gabbani in kesa* arancione è la richiesta continua del momento.
E io lo ringrazio, con tutto il mio cuore di mamma.
Perché finalmente posso lasciarli ascoltare qualcosa che mi chiedono loro, quanto vogliono.
Ma di più. Posso rispondere a domande intelligenti del tipo “cosa significa evoluzione?” e “mamma cosa c’entra la scimmia?” e “cosa vuol dire Karma?”.
Finalmente una canzone che fa pensare gli adulti con un ritmo e un linguaggio anche da bambini.

Namaste_Francesco_Gabbani_-_Occidentalis_Karma

Perché davvero, li dobbiamo già filtrare da mille cose… dall’ignoranza e la volgarità nelle forme più disparate alle pubblicità di cibi che sostituiscono in modo bieco le verdure, dai giocattoli che promettono dimensioni e movimenti che poi si rivelano lontanissimi dalla realtà ai pericolosi modelli di bambine che sono piccole adulte…

Nulla è sbagliato di per sé, ma diventa difficile da gestire quando arriva in un’età che non è quella propria.

Almeno che possano ascoltare una canzone e cantare, ballare e magari farsi delle domande.

Francesco, davvero, namasté.
Olè.
O Amen.

 

*Kesa: nome giapponese della veste dei monaci buddisti.