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EVOLUZIONE

Sofia ripassa l’inizio della vita sulla terra.
La ascolto ripetere, dai trilobiti al pollice opponibile che “serve per una presa salda dei rami”.
La guardo e ripenso all’evoluzione, la mia.

Questi primi giorni dell’anno sono carichi più di buoni propositi che di tempo per realizzarli.
Ogni obiettivo che ci poniamo richiede una piccola evoluzione, che non è necessariamente lasciar
andare completamente il vecchio, ma migliorarlo, adattarlo per adattarsi.
Evolvere richiede gradualità, ascolto, cambiamento, a volte tattica.
E non sempre il processo è indolore, a volte si avvicina non solo per suono a rivoluzione.
Ci richiede resilienza, attutire i colpi e rimanere in piedi, più centrati di prima.
Dobbiamo compiere microscopici cambiamenti che portano ad uno stravolgimento finale, che
portano a “scendere dai rami”.

Il pollice opponibile, piccola grande evoluzione.
Ci permette una presa precisa, forte, salda, una migliore “presa della vita”.
Mi piace pensare che oltre all’uso degli utensili, il pollice si sia evoluto per prendere meglio in
braccio i bambini, per sostenere il capo nei primi mesi in cui non sono sempre in grado di farlo,
per tenerli accanto con una presa che infondesse loro più sicurezza.

Perché, senza andare troppo indietro o troppo lontano, evoluzione è spesso tenere bene in
braccio una nuova creatura.
Un figlio, un progetto, un anno.