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Proprio davanti al cancello

Ogni giorno davanti ai cancelli della scuola primaria dei miei figli osservo scene di quotidiana… mal- educazione.
Staccato.
E non solo perché davanti alla scuola vige la regola del parcheggio selvaggio, ad iniziare da chi
parcheggia sugli stalli riservati pur non avendo figli disabili. Si parcheggia sulla carreggiata, davanti
ad altre macchine, sui i marciapiedi, in doppia fila.
Il tutto per non percorrere a piedi 100 metri. Perché i parcheggi ci sarebbero, ma vuoi mai far due
passi?

Quando porto i miei bambini e li vado a riprendere, vedo figli catapultati dalla macchina davanti
all’ingresso o che salgono al volo in un’auto che sosta sulle strisce pedonali con le quattro frecce.
Capisco possa accadere il giorno in cui, di fretta, si lascia o si ritira “al volo”, ma…

Ogni giorno penso invece a quanto sarebbe importante parcheggiare e far due passi.
Per ben-educare.

Per sentire che l’aria di fresca delle mattine di settembre non è pungente come quella di gennaio.
Perché i nostri figli possano sentire la pesantezza, ogni giorno diversa, dello zaino che portano
sulle spalle.
Perché i bambini camminino, in senso fisico e metaforico.

Perché raramente nella vita, verranno portati, serviti e riveriti, davanti ai cancelli delle
opportunità.
Perché dovranno camminare, con il loro zaino, più o meno pesante, sulle spalle.
E non tirerà sempre la stessa aria (condizionata o riscaldata).

La buona educazione… va accompagnata.