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#novembresalute|La vita in relazione della coppia durante l’attesa e i suoi riflessi nella salute e formazione del figlio. 12 novembre

Giovedì 12 novembre 2015 ore 20:30
Conduce Gino Soldera, psicologo psicoterapeuta e presidente ANPEP

Scrive Thomas Verny: “Credo sia necessario ricordare che il modo in cui noi trattiamo i nostri figli sarà il modo in cui loro tratteranno noi e che, se desideriamo avere un mondo migliore, un mondo, in pace, un mondo abitato da persone buone, dobbiamo iniziare a comportarci positivamente nei confronti dei nostri figli dal momento del concepimento in poi.”

Il bambino, nell’attesa, vive immerso in un mondo di stimoli multiformi che orientano le tappe del suo sviluppo neurofisiologico.
Per questo, se da una parte la struttura genetica del concepito, con il suo progetto di vita, garantisce il processo dell’ontogenesi, dall’altra la sua libera e non predeterminata interazione con l’ambiente può favorire o inibire lo sviluppo e la maturazione, in relazione alle condizioni in cui si trova a vivere.
In questo senso i genitori rappresentano per il figlio il tutto, costituito sia dall’ambiente condiviso (madre) che dall’ambiente non-condiviso (padre), in grado di condizionare la sua esistenza, tanto che Bruce Lipton li definisce “i veri ingegneri genetici”, giacché concorrono con la loro presenza attiva alla formazione del suo organismo, ma anche del suo temperamento: quale struttura psicobiologia primaria dell’essere umano che si forma proprio nel corso di questo periodo, e che Marie Andrée Bertin considera il più importante dell’intera esistenza umana, giacché in esso si pongono le basi psichiche e fisiche dello sviluppo futuro.

Fin dall’inizio di tale relazione il padre e la madre sono chiamati a realizzare un legame significativo pieno di amore e di affettuosità con il figlio, a dedicargli tempo e spazio, a stabilire con lui una buona comunicazione e a offrirgli i migliori materiali ed esperienze psicofisiche con cui nutrirsi e formarsi. Da qui la necessità, da parte dei genitori, di capire sempre di più quali cambiamenti stanno avvenendo in loro in questo particolare periodo della loro vita, di cogliere il vissuto di sensazioni, di sentimenti, di emozioni, d’immagini e di pensieri, il cui significato non è sempre immediato e trasparente, anche se risponde a dei precisi, e ancora poco conosciuti, processi che avvengono dentro di loro.

I risultati che si possono ottenere attraverso una maggiore consapevolezza e attenzione verso il periodo della vita prenatale sono molteplici, essi vanno da un rafforzamento dei legami famigliari, a una diminuzione del livello di ansia e di paura e a una facilitazione nell’esperienza del parto e dell’allattamento. Quello che si è osservato è che il bambino che è stato al centro di questa esperienza in genere si presenta più tranquillo e sicuro, e questo probabilmente lo aiuta ad affrontare la naturale esperienza dell’attaccamento al seno e, più in generale, il rapporto con i familiari e con il nuovo ambiente, rendendolo capace di un maggior adattamento.

Costo dell’incontro: 10 euro
Per iscrizioni: info@gaiaspaziomamme.net – 349 520 2195

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