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Maternage

Si riscopre spesso, da madri, il rapporto con la propria.

Si approfondiscono parole, silenzi, si ripercorrono tappe, ci si guarda con uno sguardo diverso, o lo si cerca, anche nei ricordi, quando l’oggi non regala la presenza.
Smettendo di essere solo figlia, si avanza in quel filo di perle che è il femminile di ogni famiglia. Si sta in uno spazio che ha un prima e un dopo.

Da madre, ti riconosci in quanto è stato e… o… ti discosti.
E’ un percorso che arricchisce, intriga, richiede il tempo… il tempo delle madri, il tempo delle donne.

Spesso, parlando delle madri che frequentano Gaia, dico che sono “le mie mamme”.
Mi sono fermata di recente ad ascoltarmi finché lo dicevo. E’ davvero potente.
Le donne che stanno per diventare madri o che lo sono, che ho l’opportunità di incontrare ogni giorno, mi rendono, ognuna in modo diversa, una sfaccettatura dell’essere madre.
In quella cura fatta di abbracci sulla porta, di sguardi carichi di parole anche quando stanno in silenzio, di sorrisi stanchi da una notte in bianco per una pancia che pesa il peso degli ultimi giorni o per le infinite poppate “buie” del primo periodo, nelle parole e negli occhi che dicono la gioia infinita, indescrivibile, orgogliosa dell’essere madre.

“Le mie mamme”.
Così diverse una dall’altra, mi regalano, spesso inconsapevoli, un ritaglio di maternità.
Perché accompagnare è anche questo.
E’ lo stare accanto, nello stesso cerchio. Ed è accogliere, come dono di maternage, quello che nasce quando “ci si prende cura”.
Nello stesso modo in cui, restando accanto ai nostri figli, cogliamo che la cura è reciproca, che il bisogno di contatto non ha una sola direzione, che ogni giorno educhiamo tanto quanto da loro siamo educati.

Durante questa riflessione, qualcosa non mi risuonava…mancava.
Sono rimasta con la sensazione di indefinito per qualche giorno.
Poi, come spesso accade, una donna del cerchio che non ha ancora bambini, ha avuto per me un pensiero molto materno “Se avessi saputo che… ti avrei preparato il tiramisù”.

Non sono solo le “madri” che incontro a rendermi la maternità.
Sono le donne, tutte.
Ognuna con il suo potere creatore e creativo, indipendente dai figli.

donne in cerchio

Si riceve dallo stare accanto, nella misura in cui si dona.Si cresce nel femminile, nel proprio cerchio e nei cerchi che ci creiamo, con lo stile che scegliamo per il nostro essere prima donne e poi madri.

La maternità si scopre nel tempo.
Proprio, e delle donne che ci stanno accanto.